^Torna ad inizio pagina

Castelseprio e il monastero di Torba

Castel Seprio sia smantellato e perpetuamente tenuto tale,
né alcuno osi o presuma di potervi ancora abitare.
Disposizioni dell'Arcivescovo Ottone Visconti, 1287

 

Le rovine di CastelseprioLa zona archeologica di Castelseprio e il vicino monastero di Torba rappresentano quanto ad oggi rimane di un antico centro fortificato che vide la sua massima fioritura in età tardo antica e longobarda e arrivò alla fine solo nell'anno 1287 a seguito di aspri scontri con il comune di Milano per la supremazia della regione. La zona del castrum tardoantico, a seguito di numerose campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia tra gli anni '50 e '70, è stata trasformata in parco archeologico mentre l'area dell'antico monastero è stata acquisita dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e, dopo essere stata sottoposta a mirati lavori di salvataggio e restauro, è ora accessibile al pubblico.
Il centro fortificato di Castelseprio si trova sulla sommità di un pianoro poligonale naturalmente protetto da pareti scoscese e affacciato sulla valle dell'Olona, a metà strada tra lago di Como e lago Maggiore. Il pianoro era collegato, tramite una piccola sella, ad un'area di collinette ondulate posta ad occidente della zona fortificata, in cui si sviluppò un fiorente borgo. Di quest'area, attualmente in una zona boscosa che ha reso praticamente impossibili le indagini archeologiche, resta la piccola chiesa di Santa Maria foris portas con il suo importante ciclo di affreschi. Il monastero di Torba, anch'esso parte integrante dell'antico centro, si trova nella valle dell'Olona, in fondo al saliente che scendeva a valle sul lato orientale dal castrum.

Breve storia di Castelseprio
02.casa forteLa zona fu frequentata dall'uomo già in epoca preistorica come dimostrano i ritrovamenti di tombe e suppellettili domestiche databili alla prima età del Ferro. Il pianoro doveva essere già in quell'epoca, per via delle sue caratteristiche naturali, un luogo dove radunarsi in caso di pericolo, per feste religiose, fiere o mercati. La fondazione del castrum avvenne probabilmente tra la fine del V e gli inizi del VI secolo d.C., in epoca tardoantica; non si hanno prove archeologiche di una sua fondazione precedente, nonostante la presenza nelle murature di frequenti elementi di reimpiego di età romana, soprattutto elementi funerari e iscrizioni di vario tipo. Questi materiali furono probabilmente raccolti nelle vicinanze al momento della costruzione della fortezza ma, attualmente, non abbiamo alcuna informazione riguardo il luogo esatto in cui si trovavano in origine, forse la zona del vicino centro romano di Vico Severum. In ogni caso la costruzione della fortezza si colloca in un momento storico delicatissimo in cui le popolazioni barbare e gli eserciti ribelli minacciano duramente l'Impero Romano. Si decide così di costruire un complesso sistema di fortificazioni per sbarrare la strada ai nemici che avessero varcato le Alpi, una difesa elastica, in profondità, con diverse postazioni, ognuna dotata di una propria guarnigione più o meno numerosa, che potevano intervenire singolarmente o congiuntamente in base alla forza e al numero dei nemici. Questi insediamenti fortificati, che accoglievano la popolazione dei dintorni in caso di invasioni o pericoli, finiscono per diventare luoghi abitati stabilmente da civili oltre che dai militari, primi nuclei di veri e propri insediamenti stabili dove si stabilisce anche una classe aristocratica, laica od ecclesiastica. Castelseprio era originariamente uno di questi luoghi, una delle fortezze che dovevano difendere Roma ma che non riuscirono nell'intento di impedire la disfatta dell'Impero. In questo sistema difensivo che correva lungo le prealpi da Aquileia a Ivrea, Castelseprio si trovava poco a meridione della strada che conduceva da Como verso il Verbano, passando per la zona di Varese; da qui una grande via raggiungeva proprio Castelseprio per biforcarsi in due direzioni, verso sud-est per raggiungere Milano, o verso sud-ovest arrivando a Novara.
Dopo la caduta dell'Impero il castrum di Castelseprio fu largamente popolato in età gota, come dimostrano le abbondati ceramiche rinvenute, fu occupato dai Bizantini durante la guerra greco-gotica (dove assunse il nome di Sibrie o Sibrium) e vide la sua massima fioritura nel periodo longobardo, con il nome di Sebrio o Seprio. Questi ultimi fecero del castrum un centro di potere regio e fiscale che controllava un ampio territorio comprendente la zona tra Lario e Verbano, dal Canton Ticino a nord fino all'Alto Milanese. Aveva qui sede un Duca con un certo numero di fare (gruppi di famiglie con legami di parentela) che fornivano all'esercito i guerrieri arimanni. Con l'invasione dell'Italia da parte dei Franchi, tra il 774 e il 779 Castelseprio passò nelle loro mani ma ben poco cambiò per l'insediamento fortificato che mantenne il suo potere sulla regione e venne governato da un potente Conte. Dopo questo periodo di grande ricchezza, a partire dal IX secolo, per il castrum ebbe inizio un veloce processo di decadenza, con il territorio del Seprio spartito tra i fedeli dell'imperatore, laici od ecclesiastici che fossero e i Conti, che ormai avevano autorità solo su Castelseprio e dintorni e che ormai preferirono alloggiare nella vicina Tradate se non a Milano o Piacenza. Con l'arrivo in Italia di Federico Barbarossa gli ultimi Conti vennero messi in disparte e i nobili del contado si posero al fianco dell'imperatore nella lotta contro Milano; il castrum, del resto, doveva essere ormai in rovina e quasi del tutto abbandonato, visto che proprio l'imperatore, alla vigilia della sconfitta di Legnano, il 29 maggio 1176, preferì alloggiare nel vicino abitato di Cairate, del tutto privo di un qualche sistema difensivo. Con la vittoria di Milano sull'imperatore anche il castrum passò sotto il dominio di questa città, le sue difese – le mura e le torri - vennero restaurate e il vicino abitato venne fornito di una serie di fossati difensivi per proteggere tutto l'insieme.
La basilica di San GiovanniInizia qui un ultimo grande periodo di fioritura per Castelseprio, le cui fortune saranno anche motivo della sua rovina: il sito venne posto a capo di un territorio esteso tra il fiume Tresa e la brughiera gallaratese e tra il Verbano e il fiume Seveso, attrezzato come fortilizio del comune di Milano. Con gli inizi del XIII secolo l'abitato intorno al castrum venne ad assumere la qualifica di borgo, il che rendeva gli abitanti esenti da alcuni tributi ma li obbligava, altresì, al mantenimento e alla difesa di strade, ponti, ed altri edifici di pubblica utilità, come le fortificazioni del castrum. Forte di questa nuova prosperità la nobiltà del Seprio venne ad maturare nuovi sentimenti di autonomia da Milano, ingigantiti dal fatto che diversi nobili milanesi, capeggiati dall'Arcivescovo Leone da Perego, costretti ad abbandonare la città per via di lotte interne, si insediarono nel territorio del Seprio, di cui erano originari. A quest'avvenimento si deve l'attacco delle milizie milanesi, guidate da Martino della Torre, che nell'agosto del 1257 assalirono il borgo ma non riuscirono a conquistare la rocca fortificata. Vittima di un'improvvisa sortita difensiva, il della Torre fu però costretto a ritirarsi verso Legnano, per poi firmare una tregua seguita da una vera e propria pace l'anno successivo. Negli anni successivi Castelseprio fu di nuovo protagonista delle lotte tra famiglie nobili per il controllo di Milano ed accolse di volta in volta i vari esuli. Nel 1276 l'arcivescovo Ottone Visconti, alla testa di alcuni nobili espulsi da Milano, riuscì ad occupare la rocca costringendo Napo della Torre, despota di Milano, ad accorrere per riprenderla; dopo una iniziale disfatta, le forze torriane riuscirono ad occupare il campo visconteo e poco dopo ottennero la resa della rocca. Nel 1285, divenuto nuovo signore di Milano proprio l'arcivescovo, furono i della Torre ad occupare la rocca e a tenerla nonostante gli attacchi viscontei fino a che una tregua mise Guido da Castiglione, comandante visconteo, a custode momentaneo della rocca. Non passarono che due mesi che i della Torre, con la complicità del Castiglione che mirava a diventare Signore di Castelseprio, rioccuparono la rocca. Le forze viscontee penetrarono nel borgo, lo saccheggiarono e ordinarono alla popolazione di abbandonare le proprie case; ma non riuscirono, ancora una volta, a conquistare la rocca. L'anno seguente Guido si autoproclamò Signore di Castelseprio e il borgo si venne rapidamente ripopolando. L'indifferenza dei Visconti fu solo uno stratagemma: nella notte tra il 28 e il 29 marzo 1287, durante la fiera mercato di Santa Maria foris portas, alcuni uomini provenienti dall'Ossola, e da loro assoldati, penetrarono nella rocca e se ne impossessarono con un colpo di mano. Da allora nulla si sa di Guido da Castiglione, mentre la reazione dell'arcivescovo Ottone fu terribile: Castelseprio doveva essere rasa al suolo e nessuno avrebbe più potuto abitarci! Da quel momento la comunità di Castelseprio perse ogni diritto burgense e si disperse nel territorio, mentre i resti della rocca divennero, con il passare del tempo, una cava di pietre per chiunque avesse bisogno di materiale da costruzione a costo zero.

La zona del castrum
Gli scavi archeologici hanno rilevato che al momento della fondazione dell'accampamento si edificò la cinta muraria e furono impiantati i primi edifici di culto, il battistero, la basilica di San Giovanni, le abitazioni e la Casa Forte, posta all'estremità meridionale del castrum, dove risiedeva il comandante della legione (il comes o vir spectabilis di cui ci informano le fonti scritte).
Le mura di CastelseprioLe fortificazioni del castrum sono costituite da un cortina muraria che segue il naturale andamento del pianoro, dotata di torri quadrate poste ad una distanza di 30-35 metri l'una dall'altra, con una lunghezza complessiva di circa 900 metri a cingere una superficie di 4,5 ettari. La cinta presenta contrafforti interni, arcature cieche e nicchie a sostegno dei camminamenti di ronda. Nella muratura si notano frequenti elementi di reimpiego, per lo più materiale lapideo iscritto di età romana.
La porta d'accesso al castrum, che si apriva verso occidente, era raggiungibile attraverso un grande ponte di legno utile a superare un fossato difensivo dove oggi si conservano le fondazioni dei tre piloni. Le rovine dell'accesso rivelano che la porta principale si trovava al centro di una grande torre semicircolare, dal diametro di circa 15 metri, aperta verso l'interno.
Nella zona orientale della collina venne costruito un ulteriore muro dotato di torri che scendeva a valle fino ad inglobare l'area di Torba, a controllo della valle dell'Olona; qui si conserva ancora il torrione incorporato nel successivo monastero femminile. Con il rilancio del centro, dopo il periodo di decadenza compreso tra il IX e il XII secolo, si operò un restauro della cerchia muraria che però coinvolse solo le murature del pianoro mentre non furono degnate di attenzione le fortificazioni che conducevano a Torba, ormai inservibili e abbandonate da età longobarda.
L
'abitato protetto dalle mura era diviso in settori, con le strutture religiose situate nella zona nordoccidentale del pianoro, nelle vicinanze dell'ingresso; i resti di diverse abitazioni sono invece concentrate prevalentemente nel settore sudoccidentale. Queste ultime presentano tecniche costruttive eterogenee per via dei numerosi rifacimenti e restauri che subirono nel corso del tempo: in genere restano le fondazioni in muretti di pietra mentre gli alzati, lignei o con pietre legate con calce o argilla, non si sono conservati; anche le torri della cerchia difensiva vennero spesso riutilizzate a funzione abitativa, specialmente nei periodi di pace. Un edificio nei pressi della chiesa di S. Paolo ha restituito scorie metalliche, crogioli e resti di mantici, segno che qui si praticava la metallurgia. Al margine meridionale del pianoro si trovava il grande edificio detto Casa Forte, protetto su tre lati dalla cinta muraria e perciò ben difendibile, probabilmente era la dimora del comandante della legione militare o una caserma di armati.
La basilica di San GiovanniIl grande complesso della basilica di S. Giovanni, delle dimensioni di circa 14x22 metri, presenta diverse fasi costruttive che vanno dalla metà del V fino al VII secolo. Dai resti delle murature, realizzate in ciottoli di fiume, sassi, pietre e materiali di reimpiego si può stabilire che la basilica era costituita da tre navate separate da pilastri e da un presbiterio che precedeva l'abside volta ad oriente con a destra un'absidiola e a sinistra un battistero ottagonale; presso i due pilastri antecedenti l'abside sono i pochi resti dell'originale pavimento in cioccopesto. Il battistero, a corpo ottagonale, presenta una serie di paraste in corrispondenza degli angoli esterni; al centro è la fonte, pure ottagonale, con lati di 90cm e profonda 60cm. Immediatamente a sud della basilica resta la parte inferiore di una torre quadrata che, dall'iniziale funzione difensiva, venne successivamente trasformata in campanile; accanto ad essa si trova la grande cisterna in opus signinum con i resti della volta a botte in mattoni posti di taglio in duplice strato e con riempimento cementizio a sacco. Qui venivano convogliate le acque provenienti dai tetti della basilica che erano poi attinte tramite un pozzo posto accanto alla cisterna e rifatto in piena età medievale. Sul retro della chiesa un piccolo cimitero ha restituito i resti di due grandi sepolture di epoca carolingia costituite da lastre tombali a spiovente, con il colmo scolpito a croce in foggia di spada. Nel terreno adiacente sono i resti della casa dei canonici e di altri edifici a funzione artigianale disposti a formare un ampio cortile quadrangolare.
Nei pressi della basilica è la chiesa di San Paolo, a pianta esagonale con lati della lunghezza di circa 7 metri, l'abside rivolta verso oriente munita di tre finestrelle e di cinque lesene. L'ingresso, sul lato opposto all'abside, è totalmente scomparso per via del crollo di buona parte dell'edificio, mentre l'ambiente interno presenta sugli angoli grosse semicolonne in mattoni che reggevano le volte della crociera. Dai documenti pervenutici sappiamo che la chiesa aveva un deambulatorio delimitato da sei colonne e un loggiato superiore con nicchia ed altare minore in corrispondenza dell'abside maggiore. La costruzione terminava in un piccolo tiburio illuminato da sei finestre e coronato da una cupola a spicchi. Eretta nel XII secolo, forse sulle rovine di un tempio pagano o di un ninfeo tardoromano, venne demolita per ricavarne pietre per la parrocchiale dei SS. Nazario e Celso di Castelseprio a partire dal 1810, quando ormai era già cadente.
Proseguendo verso oriente si raggiunge una vecchia costruzione rustica, chiamato Cascina Monastero o Cascina del Diavolo che, recentemente restaurata, ospita l'antiquarium. Forse in origine un convento degli Umiliati, passato ai Francescani nel XV secolo e in seguito rifugio di un monaco eremita, la leggenda dice che Guido da Castiglione, ultimo signore di Castelseprio, la usò per ingannare il diavolo in cambio di un tunnel per sfuggire all'assedio finale della rocca. La costruzione contiene i resti di una piccola cappella con abside rettangolare decorata con pitture della fine del '600.

Il borgo e Santa Maria foris portas
Santa Maria foris portasUscendo dalla zona del castrum fortificato e dirigendosi verso nord, nella zona boscosa una volta occupata dal borgo e disseminata di ruderi sparsi, si raggiunge la chiesa di S. Maria foris portas. E' costituita da un'aula rettangolare su cui si aprono tre absidi semicircolari ad arco oltrepassato mentre ad occidente, sul lato dell'ingresso, si trova un atrio. L'unica abside originale è quella orientale dove si trova, assai deteriorato, un ciclo pittorico databile tra la fine dell'VIII – inizi IX secolo che illustra l'infanzia di Cristo, ispirandosi alle vicende narrate nei Vangeli apocrifi; le altre due absidi ci sono pervenute solo in fondazione e sono state in seguito restaurate, quella occidentale assai malamente con cemento armato. In origine erano scandite esternamente da quattro lesene mentre il pavimento dell'aula centrale era in tasselli di marmo che delineavano un complesso disegno ad esagoni in nero di Varenna e triangoli in bianco di Musso.

Il monastero di Torba
Infine passiamo al Monastero di Torba, nella valle dell'Olona. L'edificio principale del complesso monasteriale è l'alta torre a cui si aggiungono la chiesa e il corpo del monastero. La funzione originaria del complesso fu quella di avamposto difensivo del castrum nella valle dell'Olona, a cui seguì la trasformazione in monastero femminile benedettino a partire dall'VIII secolo: alla presenza delle monache benedettine si devono una serie di lavori – la cui cronologia è tuttora in fase di studio e discussione – sull'architettura del complesso monasteriale e sulla piccola chiesa di S. Maria di Torba.
La torre di TorbaLa torre, a pianta quadrata e alta 17 metri, è suddivisa in tre piani che si restringono con l'altezza; all'originaria struttura militare fu poi aggiunto un quarto piano destinato a colombaia. Realizzata in ciottoli di fiume e con frequente impiego di materiali lapidei di età romana, la torre si inseriva nella cortina muraria, in parte conservatasi fino ad oggi, che si collegava con quella del castrumIl piano inferiore fu ben presto interrato ed abbandonato, mentre al secondo piano si trovano i resti di decorazioni ad affresco che si sono in parte conservate al di sotto della fuliggine accumulatasi dopo che il locale fu adibito a cucina contadina dopo la dismissione del monastero. Si tratta sicuramente di un ambiente importante, adibito inizialmente a residenza di un personaggio di rango (forse un funzionario) e contraddistinto da due nicchie su ognuno dei lati nord, est e sud, dove spicca, nei pressi della prima nicchia un marmo scolpito con un elmo romano, un pezzo di sepolcro messo qui come ornamento; le pareti erano decorate ad affresco, di cui restano scarsissimi resti. In seguito all'istituzione del monastero la sala venne adibita a luogo di sepoltura delle badesse e dotata di una nuova decorazione. Nelle nicchie, probabilmente entro sarcofagi, erano deposte le badesse, mentre sulle pareti le decorazioni riportano le immagini delle monache sepolte e i loro nomi: Alessandra, Alibenga e Casta sono gli unici nomi ad oggi leggibili di queste figure in preghiera. L'ultimo piano, in origine osservatorio militare e in seguito adibito ad oratorio, è fortemente decorato da immagini il cui tema principale è, sulla parete orientale, la glorificazione di Gesù raffigurato in trono tra due arcangeli e imberbe, secondo la moda longobarda di VIII e IX secolo. Insieme a lui sono la Vergine e il Battista, a cui seguono il corteo degli apostoli. Sulla parete sud la figura principale è la Madonna col Bambino cui una devoto porge un cero e cinque santi. Il corteo di santi, militari ed ecclesiastici, continua sulle pareti ovest, a cui seguono diverse figure di sante e, nel registro inferiore, di monache. Sulla parete nord spicca il Tetramorfo, il Cristo entro la mandorla circondato dagli animali apocalittici, simbolo degli evangelisti e, al centro, un vescovo, forse San Biagio, che esibisce un lungo cartiglio, ad oggi illeggibile. Questi affreschi, probabilmente realizzati dalle monache stesse, si datano in piena età longobarda, nell'VIII secolo.
Santa Maria di TorbaAltri affreschi, ancora più frammentari, si trovano invece nella Chiesa che fronteggia il monastero dalla parte della collina e che sporge dal pendio con la sua abside in ciottoli di fiume e materiali di reimpiego di età romana. Dedicata in origine a San Raffaele e solo in seguito a Santa Maria, la chiesa ha corpo ad aula rettangolare da cui si può accedere ad una cripta posta sotto l'abside. Il corpo della chiesa è databile all'XI secolo mentre l'abside è di poco posteriore e si colloca tra il XII e il XIII secolo La chiesa ingloba i resti di un piccolo campanile dell'VIII secolo e di una piccola cappella, quadrata, monoabsidata, molto antica. Nell'aula e nell'abside sono presenti scarsi resti di pitture. Con la costruzione dell'abside una parte della chiesa venne demolita e i resti degli affreschi e di altri materiali furono posti a colmare la cripta, da dove vennero recuperati negli anni Ottanta. Il catino dell'abside non fu mai dipinto ma vi fu solo graffito un fregio vegetale mai tradotto in pittura; sulle pareti absidali restano i frammenti di un martire con una grande palma databile intorno al Duecento. Sulla parete sud della chiesa troviamo un pannello con i Re Magi, dai colori vivissimi, databile al XII secolo; la parete nord, di stile diverso e dai colori tenui, di cui rimane solo la testa di una piccola figura prostata a terra, è probabilmente anteriore di circa un secolo. Gli affreschi più antichi, databili tra XI e XII secolo, si trovano all'interno del campanile e mostrano episodi biblici in cui sono riconoscibili Adamo ed Eva, Caino ed Abele.
Dopo la distruzione del castrum a seguito delle lotte tra i della Torre e i Visconti, il monastero non venne toccato e le monache continuarono la loro attività religiosa, di cui sono testimonianza i numerosi atti riguardanti il convento e le attività del monastero. Verso la fine del XV secolo la lontananza del complesso da centri abitati e da altri centri religiosi costrinse le consorelle ad abbandonare il monastero e a passare a Tradate: mentre i terreni vennero affidati a contadini affittuari, la chiesa mantenne la propria funzione celebrativa per almeno tre secoli fino alla totale soppressione del monastero nel 1799. La nuova destinazione rurale del complesso comportò nuove trasformazioni: nella torre il locale adibito a sepolcreto venne trasformato in cucina con l'apertura di un camino sulla parete est, all'esterno vicino alla scala si realizzò un forno, il piano superiore dell'oratorio fu destinato a granaio e magazzino di derrate, l'ultimo piano a colombaia. Il corpo del monastero, utilizzato per le celle delle monache e il refettorio, diventò abitazione dei contadini che chiusero le arcate del porticato, antico luogo di riparo per i pellegrini, aumentando così il volume abitativo disponibile. La chiesa, a partire dal XIX secolo fu adibita a stalla e deposito agricolo e su una parete si aprì un ampio portale, tuttora visibile, per il passaggio dei carri. Infine vennero eretti un edificio di piccole dimensioni adibito a legnaia e una stalla-fienile. 
Il complesso del monastero fu abbandonato nel 1970 e da quel momento iniziò un rapido ed inesorabile deterioramento. Con l'acquisizione del bene da parte del FAI nel 1977 iniziarono i lavori di restauro e ripristino, una campagna che durò 8 anni ed è tuttora in corso. I lavori si sono concentrati principalmente sulla torre con il consolidamento esterno, il rinvenimento e il ripristino degli affreschi all'interno; nella chiesa venne chiuso il grande passaggio carrabile, liberata la cripta dai detriti, riposizionata l'abside e restaurati gli affreschi. Nell'edificio residenziale fu recuperato il portico a tre arcate e la costruzione venne destinata all'accoglienza dei visitatori, con biglietteria, negozio e ristorante, facendo diventare così il bene un monumento visitabile e ben fruibile.
Il monastero visto dalla valle dell'OlonaCome detto, mentre il monastero di Torba venne in parte preservato grazie alle basilari operazioni di manutenzione da parte dei contadini che qui risiedevano, la rocca di Castelseprio fu totalmente abbandonata e solo per pochi decenni ancora il personale religioso continuò a frequentare la basilica di San Giovanni e le altre chiese. La zona divenne così una comoda cava di materiale da costruzione e venne presto ricoperta dalla vegetazione fino a che, nel 1944, Gian Piero Bognetti rese pubbliche le pitture di Santa Maria foris portas a cui seguirono le prime campagne di scavo sistematico sotto la guida dell'allora Soprintendenza alle Antichità e dei Monumenti, in collaborazione con il Museo di Varese e sotto la direzione di Mario Bertolone. A partire da allora diverse furono le attività di scavo e recupero, sotto la direzione di vari enti, che portarono alla messa in luce degli edifici religiosi, della cinta muraria e degli altri edifici del castrum. Dopo l'istituzione del parco archeologico e l'inaugurazione dell'antiquarium, dal 2011 il sito di Castelseprio insieme al complesso di Torba è entrato a far parte dei siti tutelati dall'UNESCO (con altri sei siti italiani) all'intero del progetto “Italia Langobardorum. I longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”.

Andrea Burzì

Maggiori informazioni ed approfondimenti sono reperibili sui seguenti siti: Castelseprio ; Monastero di Torba 
Visita la fotogallery - Fotografie di Andrea Burzì 
©

Bibliografia di riferimento

  • AAVV, Atti della giornata di aggiornamento su Castelseprio, in “Rassegna Gallaratese di Storia ed Arte”, 119, 1973.
  • AAVV, Atti della II giornata di Studi su Castelseprio, in “Sibrium”, XIV, 1978-79, pp. 141-226.
  • AAVV, Castel Seprio e Vico SeprioAggiornamenti, Atti del Convegno (Castelseprio-Torba, 22 settembre 2001), Castelseprio, 2002.
  • AAVV, Monastero di Torba, a cura del FAI, 2011.
  • AAVV, Parco Archeologico. Castel Seprio. Il castrum e il borgo. Guida all'Antiquarium (Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Lombardia), Milano, 2009.
  • C. Bertelli, Gli affreschi della torre di Torba (I Quaderni del FAI), Milano, 1988.
  • P.G. Sironi, Castelseprio. Storia e monumenti, Tradate, 1997.
  • P.G. Sironi, I racconti di Torba, Tradate, 1994.
  • A. Surace, Castelseprio. Case e quartieri del castrum, IV Settimana della Cultura (15-21 aprile 2002), Varese, 2002.
  • A. Surace, Le mura di Castelseprio, in “Mura delle città romane in Lombardia, Atti del Convegno (Como 1990)”, Como, 1993, pp. 49-60. 
Visite agli articoli
64172

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

La presente Cookie Policy è relativa al sito http://www.shemsuhor.it/ (“Sito”) gestito e operato dalla società Seele Design, con sede in Via Tommaso Grossi, 24 – 20012 Cuggiono (MI)

Al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare questo Sito fa uso di cookies. Pertanto, quando si visita il Sito, viene inserita una quantità minima di informazioni nel dispositivo dell’Utente, come piccoli file di testo chiamati “cookie”, che vengono salvati nella directory del browser Web dell’Utente.

Esistono diversi tipi di cookie, ma sostanzialmente lo scopo principale di un cookie è quello di far funzionare più efficacemente il Sito e di abilitarne determinate funzionalità.
I cookie sono utilizzati per migliorare la navigazione globale dell’Utente. In particolare:

  • Consentono di navigare in modo efficiente da una pagina all’altra del sito Web.
  • Memorizzano il nome utente e le preferenze inserite.
  • Consentono di evitare di inserire le stesse informazioni (come nome utente e password) più volte durante la visita.
  • Misurano l’utilizzo dei servizi da parte degli Utenti, per ottimizzare l’esperienza di navigazione e i servizi stessi.
  • Presentano informazioni pubblicitarie mirate in funzione degli interessi e del comportamento manifestato dall’Utente durante la navigazione.

Come sono utilizzati da parte di http://www.shemsuhor.it/

Esistono diverse tipologie di cookies. Alcuni sono necessari per poter navigare sul Sito, altri hanno scopi diversi come garantire la sicurezza interna, amministrare il sistema, effettuare analisi statistiche, comprendere quali sono le sezioni del Sito che interessano maggiormente gli utenti o offrire una visita personalizzata del Sito.

Il Sito utilizza cookies tecnici e non di profilazione. Quanto precede si riferisce sia al computer dell’utente sia ad ogni altro dispositivo che l'utente può utilizzare per connettersi al Sito.

Cookies tecnici

I cookies tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio.

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web.

Possono essere suddivisi in cookies di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookies analytics, assimilati ai cookies tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookies di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.


La disabilitazione dei cookies potrebbe limitare la possibilità di usare il Sito e impedire di beneficiare in pieno delle funzionalità e dei servizi presenti sul Sito. Per decidere quali accettare e quali rifiutare, è illustrata di seguito una descrizione dei cookies utilizzati sul Sito.

Tipologie di cookies utilizzati

Cookies di prima parte:
I cookies di prima parte (ovvero i cookies che appartengono al sito dell’editore che li ha creati) sono impostati dal sito web visitato dall'utente, il cui indirizzo compare nella finestra URL. L'utilizzo di tali cookies ci permette di far funzionare il sito in modo efficiente e di tracciare i modelli di comportamento dei visitatori.

Cookies di terzi:
I cookies di terzi sono impostati da un dominio differente da quello visitato dall'utente. Se un utente visita un sito e una società diversa invia l'informazione sfruttando quel sito, si è in presenza di cookies di terze parti.

Cookies di sessione:
I c.d. ‘cookies di sessione’ sono memorizzati temporaneamente e vengono cancellati quando l’utente chiude il browser. Se l’utente si registra al Sito, può utilizzare cookies che raccolgono dati personali al fine di identificare l’utente in occasione di visite successive e di facilitare l'accesso - login al Sito (per esempio conservando username e password dell’utente) e la navigazione sullo stesso. Inoltre Yoga Meditazione Benessere utilizza i cookies per finalità di amministrazione del sistema. Il Sito potrebbe contenere link ad altri siti di cui non ha alcun accesso o controllo su cookies, web bacon e altre tecnologie di tracciamento usate sui siti di terzi cui l’utente può accedere dal Sito, sulla disponibilità, su qualsiasi contenuto e materiale che è pubblicato o ottenuto attraverso tali siti e sulle relative modalità di trattamento dei dati personali; Yoga Meditazione Benessere a questo proposito, considerata la mole di tali siti terzi, declina espressamente ogni relativa responsabilità. L’utente dovrebbe verificare la privacy policy dei siti di terzi cui accede dal Sito per conoscere le condizioni applicabili al trattamento dei dati personali poiché la Privacy Policy di Yoga Meditazione Benessere si applica solo al Sito come sopra definito.

Cookies persistenti:
I cookies persistenti sono memorizzati sul dispositivo degli utenti tra le sessioni del browser, consentendo di ricordare le preferenze o le azioni dell'utente in un sito. Possono essere utilizzati per diversi scopi, ad esempio per ricordare le preferenze e le scelte quando si utilizza il Sito.


Cookies essenziali: 
Questi cookies sono strettamente necessari per il funzionamento del Sito. Senza l'uso di tali cookies alcune parti del Sito non funzionerebbero. Comprendono, ad esempio, i cookies che consentono di accedere in aree protette del Sito. Questi cookies non raccolgono informazioni per scopi di marketing e non possono essere disattivati.

Cookies funzionali:
Questi cookies servono a riconoscere un utente che torna a visitare il Sito. Permettono di personalizzare i contenuti e ricordate le preferenze (ad esempio, la lingua selezionata o la regione). Questi cookies non raccolgono informazioni che possono identificare l'utente. Tutte le informazioni raccolte sono anonime.

Cookies di condivisone sui Social Network:

Questi cookies facilitano la condivisione dei contenuti del sito attraverso social network quali Facebook e Twitter Google+. Per prendere visione delle rispettive privacy e cookies policies è possibile visitare i siti web dei social networks. Nel caso di Facebook e Twitter, l'utente può visitarehttps://www.facebook.com/help/cookieshttps://twitter.com/privacy e http://www.google.it/intl/it/policies/


Nello specifico, si riporta di seguito la lista dei principali cookies utilizzati sul Sito e relative descrizioni e funzionalità, compresa la durata temporale.

Nome Cookie Tipologia Descrizione/scopo
TinyMCE_jform_articletext_size Sessione Sessione
000993c111d5b120f01fe0e230798eef Sessione Ha la finalità di velocizzare la navigazione del sito
db0bf62bfcd5067e1683a41e9ae5b066 Sessione Ha la finalità di velocizzare la navigazione del sito
919e85b9fc715554d83ef975838afc6a Sessione Cookie di sessione del CMS
d8e52b77c08da9211c6e34237521c843 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_content-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_content-sliders-203 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_panel-sliders Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_menu-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliders-203 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliderscom Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_position-icon Sessione Cookie di sessione del CMS
wf_visualblocks_state Sessione Cookie di sessione del CMS
fmalertcookies Permanente per 30 gg. Cookie per memorizzare l'accettazione dei cookie
__utma Persistente – 2 anni Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmb Persistente durata 30 minuti Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmz Persistente durata 6 mesi Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmt_ga Persistente - usato per distinguere gli utenti Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmc Persistente durata 1 anno Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics

Cookie di Google Maps 

Il sito fa uso del servizio Google Maps. I cookie di Google Maps sono identificati come:

Nome cookie Tipologia Descrizione / Scopo
APISID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
GMAIL_RTT sessione Cookie correlato a servizi di Google (come Google Maps)
GoogleAccountsLocale_session sessione Cookie che consente la visualizzazione di funzionalità di Google maps
HSID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
NID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
PREF persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
SAPISID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
SID persistente Ricorda le preferenze di settaggio dell'utente (per esempio livello di zoom impostato)
SSID persistente Ricorda le preferenze di settaggio dell'utente (per esempio livello di zoom impostato)

Cookies di terze parti

Facebbok 

datr – persistente

fr – persistente

lu – persistente

wd – sessione

reg_fb_gate – sessione

reg_fb_ref – sessione

reg_ext_ref – sessione

Doubleclick.net (Servizio di Google)

id

_drt_

Cookie di profilazione

Sono quei cookie necessari a creare profili utenti al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente all’interno delle pagine del Sito.

Questo sito web non utilizza cookie di profilazione propri.

Come modificare le impostazioni sui cookies
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookies, ma l’utente normalmente può modificare le impostazioni per disabilitare tale funzione. E' possibile bloccare tutte le tipologie di cookies, oppure accettare di riceverne soltanto alcuni e disabilitarne altri. La sezione "Opzioni" o "Preferenze" nel menu del browser permettono di evitare di ricevere cookies e altre tecnologie di tracciamento utente, e come ottenere notifica dal browser dell’attivazione di queste tecnologie. In alternativa, è anche possibile consultare la sezione “Aiuto” della barra degli strumenti presente nella maggior parte dei browser.


E' anche possibile selezionare il browser che utilizzato dalla lista di seguito e seguire le istruzioni: - Internet Explorer; - Chrome; - Safari; - Firefox; - Opera. Da dispositivo mobile: - Android; - Safari; - Windows Phone; - Blackberry.

Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio offerto da Yoga Meditazione Benessere.

Questa pagina è visibile, mediante link in calce in tutte le pagine del Sito ai sensi dell’art. 122 secondo comma del D.lgs. 196/2003 e a seguito delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.126 del 3 giugno 2014 e relativo registro dei provvedimenti n.229 dell’8 maggio 2014.

Copyright © 2013. © Tutti i diritti riservati. © E' vietata la riproduzione di testi ed immagini, anche fotografiche, senza preventiva autorizzazione scritta. Per immagini o foto prese da internet sarà sempre indicata la fonte. Qualora gli autori o i detentori dei diritti fossero contrari alla pubblicazione potranno contattarmi e provvederò immediatamente a rimuoverle. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore.  Rights Reserved.