^Torna ad inizio pagina

Il periodo Protogolasecca: il Bronzo Finale nell'Italia settentrionale e la fase formativa della cultura di Golasecca
 
PG 01Il periodo del Bronzo Finale nell'Italia settentrionale vede l'inizio del processo di definizione e precisazione delle caratteristiche dei diversi gruppi regionali, che si concluderà con l'affermazione di una ben marcata configurazione etnica e territoriale tipica dell'età del Ferro. Nel territorio italiano non esiste alcuna soluzione di continuità tra Bronzo Finale e prima età del Ferro ed è spesso difficile stabilire confini cronologici certi tra le due età: durate il Bronzo Finale si vanno a delineare le fasi formative delle diverse culture (Protogolasecca, Protoveneto, Protovillanoviano, Protoligure) che daranno vita alle rispettive culture dell'età del Ferro.
In termini di cronologia assoluta questo periodo è collocabile tra il 1200 e il 900 a.C.. Se è difficile stabile il momento preciso di passaggio dal Bronzo Recente al Bronzo Finale, il limite tra l'età del Bronzo e l'età del Ferro è stato invece datato dendrocronologicamente al nord delle Alpi intorno al 880 a.C., nel momento di passaggio dal periodo Hallstatt B2 all'Hallstatt B3. Il Bronzo Finale italiano è perciò coevo alla parte centrale e all'inizio della parte finale della cultura dei Campi d'Urne (periodi Hallstatt A, B1 e B2) dell'Europa centrale in cui si assiste ad una grande incremento demografico, ad una drastica riduzione della foresta a favore di pascoli e coltivazioni, ad un grande sviluppo della produzione metallurgica ed al primo differenziarsi della società in ambito sociale ed economico; nella sfera sacrale e religiosa si registra la diffusione della cremazione e del motivo sacro della barca solare con protomi ornitomorfe.
 
Il Bronzo Finale nell'Italia settentrionale
PG 02In Italia il Bronzo Finale è caratterizzato da una vasta gamma di situazioni locali con un limitato livello di organizzazione sociale e politica in cui i legami parentali iniziano però a svolgere un ruolo importante all'interno della società. In questo quadro cominciano dunque ad emergere alcuni centri gerarchici in territori più estesi che sono centri di centralizzazione del potere politico e punti di riferimento per i nuovi sistemi economici di produzione e scambio di prodotti di prestigio. Lungo la penisola si assiste, nel complesso, ad una progressiva crescita demografica (tranne che nella zona della pianura padana che vede la crisi e la scomparsa delle Terramare) a cui si accompagna la diffusione dell'incinerazione nelle regioni settentrionali e centrali, in misura più sporadica al sud.
Nella ceramica sono frequenti le forme biconiche (urne cinerarie) e carenate (scodelle, tazze) decorate a scanalature e coppelle, a cordicella o falsa cordicella, a incisione, a solcature, a pettine. I motivi più frequenti sono semicerchi, zig-zag, teste di uccelli contrapposte (motivo della barca solare), elementi di meandro, triangoli; rare le decorazioni plastiche. L'attività metallurgica è abbondante e di livello elevato e si esplica in ogni aspetto della società, dall'agricoltura alle lavorazioni artigianali, dalle armi alle manifestazioni di prestigio sociale e nell'abbigliamento. I tipi metallici più comuni sono le asce ad alette, le spade e i coltelli a lama serpeggiante con immanicatura a lingua di presa o a codolo, le punte di lancia con immanicatura a cannone, le fibule ad arco di violino, ad arco semplice o serpeggiante, a cui si aggiungono pendenti, spilloni, bracciali, falci a curva continua, ami e fiocine. La produzione metallurgica si differenzia localmente e diventa un'attività artigianale stabile che si consolida, durante la successiva età del Ferro, in officine metallurgiche locali che servono singole comunità o comprensori territoriali di estensione limitata. Per quanto riguarda le attività di sussistenza, la consistente produzione di attrezzi agricoli metallici (come le falci) indica un incremento della coltivazione estensiva soprattutto dei cereali, a cui si aggiunge un miglioramento delle tecniche di allevamento.
 
La facies Protogolasecca
Nella Lombardia occidentale, nel Piemonte occidentale e nel Canton Ticino si sviluppa il Protogolasecca. Questa facies culturale è l'erede della cultura di Canegrate e rappresenta il periodo formativo della successiva cultura di Golasecca. La più antica ceramica del periodo Protogolasecca deriva direttamente dalle tipologie della cultura di Canegrate del Bronzo Recente, secondo un processo evolutivo che si può seguire facilmente; inoltre non si registra alcuna cesura nella documentazione archeologica di questa zona, come invece succede in altri ambiti geografici. Molti siti dell'età del Ferro, come la Ca' Morta e l'abitato di Como, iniziano a formarsi già nella fase conclusiva del Bronzo Finale e l'area di distribuzione dei siti e dei materiali protogolasecchiani ricalca esattamente quella in cui si svilupperà la cultura di Golasecca. I dati a nostra disposizione sembrano comunque indicare una riduzione del popolamento nelle fasi iniziali del Bronzo Finale, denunciata dalla scarsità di ritrovamenti pertinenti al XII secolo a.C., ben documentato solo nel Canton Ticino, in particolare nella necropoli di Ascona.
PG 03La documentazione archeologica ci viene soprattutto dalle necropoli, le principali sono quelle di Ascona (Canton Ticino), Ca' Morta (Como), Malpensa (Somma Lombarda) e Morano Po (in provincia di Alessandria). Altri gruppi di tombe sono stati rinvenuti a Gorduno, Luino, Biandronno, Paderno Dugnano, Biassono, Cuggiono, Galliate, Romentino, Bissono Pavese, Ponte San Pietro ed Esino Lario; nella maggior parte dei casi si tratta di quanto rimane di necropoli più vaste ma andate distrutte prima che si potessero condurre indagini scientifiche più approfondite. Gli abitati sono ancora meno conosciuti, sia per lacune nella ricerca sia per mancanza di pubblicazioni: scavi e indagini sono stati effettuati a Prestino e Rondineto nei dintorni di Como, all'Isolino di Varese, Somma Lombardo, Vidolasco, Mirandolo, Badia Pavese. Per completare il quadro archeologico a nostra disposizione dobbiamo citare i ripostigli della Malpensa e di Cermenate, relativi alle fasi più antiche del Bronzo Finale e le deposizioni a carattere votivo in fiumi e paludi, come le spade di Prato Pagano e di Gattinara o gli ornamenti di Capriate-Renate.
Il rito funerario protogolasecchiano è costituito dall'incinerazione. Il defunto veniva collocato sulla pira insieme agli oggetti di ornamento, i resti raccolti in un'urna che veniva poi deposta insieme ad eventuali oggetti di corredo in pozzetti in nuda terra o foderati di ciottoli. In questo periodo il corredo è spesso assente e quando si trova è molto semplice e si differenzia poco da tomba a tomba; gli oggetti hanno spesso subito pratiche di frammentazione e piegatura rituale e sono deformati per il calore del rogo. Questi oggetti indiziano inoltre il sesso del defunto: nelle tombe maschili troviamo gli spilloni e raramente le armi, mentre in quelle femminili fibule ad arco di violino o ad arco semplice, ornamenti, fusarole e rocchetti. Le sepolture testimoniano comunque una certa uniformità nella distribuzione della ricchezza e l'esistenza di piccole comunità di villaggio in cui, talvolta, spiccano alcuni personaggi preminenti, con il ruolo di guerriero.
 
PG 04La suddivisione temporale del Protogolasecca elaborata dagli studiosi si articola in tre orizzonti cronologici successivi:
Ascona I (XII secolo a.C. = Protogolasecca I), caratterizzato da fibule ad arco di violino rialzato;
Ascona II (XI secolo a.C. = PG II) con fibule ad arco semplice;
Ca' Morta-Malpensa, (X secolo a.C. = PG III), con tipiche fibule ad arco ingrossato.
 
Come si deduce, la suddivisione cronologia del Protogolasecca in tre periodi è stata ricavata dallo studio della necropoli di Ascona per il periodo più antico, dove sono state riconosciute due fasi, e delle tombe della Ca' Morta di Como e della Malpensa per la fase più recente del Bronzo Finale. Ulteriori importanti dati provengono da Morano Po, un sito scoperto e studiato solo di recente, che ha permesso di precisare meglio la cronologia del Protogolasecca: è stato possibile individuare due sottofasi sia per il secondo che per il terzo periodo culturale. Abbiamo quindi un PG IIa, presente solo ad Ascona, databile al 1100-1050 a.C., e un PG IIb, in cui inizia l'utilizzo della necropoli di Morano Po (Morano 1), collocabile al 1050-1000 a.C.; allo stesso modo è stato possibile individuare due sottoperiodi per la fase PG III (Morano 2 e 3) indicati anche come PG IIIa (1000-950 a.C.) e IIIb (950-900 a.C.).
La tabella sottostante precisa meglio la cronologia del Protogolasecca anche in riferimento ai siti posti a nord delle Alpi, in cui la Tarda Età del Bronzo è caratterizzata dalla cultura dei Campi d'Urne che si sviluppa nel periodo Hallstatt A e nella prima parte dell'HaB.
 

Protogolasecca

Morano Po

Cronologia assoluta

Fasi a nord delle Alpi

Protogolasecca I

Ascona I

 

1200 – 1100 a.C.

Ha A1

Protogolasecca IIa

Ascona II antico

 

1100 – 1050 a.C.

Ha A2

Protogolasecca IIb

Ascona II recente

Morano 1

1050 – 1000 a.C.

Ha B1 antico

Protogolasecca IIIa

Ca' Morta/Malpensa antico

Morano 2

1000 – 950 a.C.

Ha B1 classico

Protogolasecca IIIb

Ca' Morta/Malpensa recente

Morano 3

950 – 900 a.C.

Ha B2

Prima età del Ferro

Cultura di Golasecca

 

900 – 380 a.C.

Cultura di Hallstatt

Ha B3, C e D

 
La necropoli di Ascona e il Bronzo Finale nel Canton Ticino
La necropoli di Ascona (Canton Ticino) fu scoperta nell'inverno del 1952 presso la chiesetta di S. Marteno nel corso di lavori per l'ampliamento del cimitero. Il controllo dei lavori fu affidato ad Aldo Crivelli che recuperò una ventina di tombe del Bronzo Finale, cinque tombe romane e individuò quattro aree deputate ad ustrinum. Siccome una parte dell'area è rimasta inesplorata si può supporre che le tombe della necropoli siano state oltre una cinquantina ed è altrettanto probabile che la necropoli si estendesse anche oltre la zona interessata dallo scavo. Le tombe erano costituite da una semplice buca in nuda terra e, in alcuni casi, con una lastrina sul fondo e una superiormente a chiudere la bocca dell'urna; raramente la tomba era formata da una cassetta litica. Il pozzetto era riempito di terra di rogo e le urne contenevano i resti cremati di un solo individuo; mancano completamente le ciotole-coperchio.
Le urne più antiche hanno molte affinità con quelle della precedente cultura di Canegrate: sono piccole, basse e larghe, di forma biconico-lenticolare ma mancano, rispetto al periodo precedente, le forme a doppia carenatura e le decorazioni a fasci di linee o a coppelle con centro rilevato. Le forme tipiche presenti ad Ascona comprendono le urne biconico-lenticolari, urne biconiche a spigolo vivo o arrotondato, urne biconiche con risega, scodelloni carenati. Le decorazioni si concentrano in genere nella zona di massima espansione del vaso o sulla carena e comprendono fasci di linee incise, impressioni a cordicella, motivi a zig-zag, festoni, triangoli, file di coppelle. Gli oggetti in bronzo si trovano in circa metà delle urne e sono in genere spezzati, ripiegati e deformati per l'effetto del calore: troviamo spilloni, fibule, armille, saltaleoni e pendagli.
PG 05L'analisi dei ritrovamenti ha permesso di identificare due gruppi distinti di sepolture. Le più antiche, nella parte settentrionale della necropoli, presentano urne biconico-lenticolari associate a fibule ad arco di violino rialzato e spilloni con piccola capocchia biconico-globosa di tipo Sover. Il gruppo più meridionale, più recente, comprende urne biconiche di forma più slanciata e scodelle carenate, associate a fibule ad arco semplice semicircolare o a tutto sesto decorato a tortiglione e con staffa stretta e triangolare, oltre che a spilloni con capoccia biconica del tipo Fiavè. Le associazioni delle fibule nei siti della cultura dei Campi d'Urne e della Grecia submicenea hanno permesso di datare le due fasi della necropoli di Ascona: Ascona I relativa al XII secolo a.C. e Ascona II dell'XI secolo a.C. e di riconoscere una stratigrafia orizzontale di tipo unidirezionale, con progressivo sviluppo della necropoli da nord verso sud.
Altri reperti ticinesi del Bronzo Finale sono stati rinvenuti a Gorduno in località Zotta. Qui, in una tomba a pozzetto, era un'urna biconico-lenticolare con all'interno sei cuspidi di freccia in bronzo, uno spillone con capoccia a dischetto cilindrico, il frammento di un secondo spillone, il frammento di un pendaglio a ruota raggiata. Lo spillone del tipo Tragno si colloca tra la fine del Bronzo Recente e la prima fase del Bronzo Finale e data perciò la tomba nella fase iniziale del periodo Ascona I. A Giubiasco nel 1969 P.A. Donati ha recuperato una decina di tombe della fase Ascona I, con urnette di forma biconico-lenticolare. A questi reperti si aggiunge una fibula ad arco semplice da Claro. In Ticino sono conosciuti anche alcuni abitati su altura: Castello di Tegna, San Michele di Ascona, Castel Grande di Bellinzona e Mesocco-Tec Nev. La loro collocazione su alture designa il loro ruolo di centri per il controllo delle vie di comunicazione verso i passi alpini
 
Il Bronzo Finale in Lombardia e Piemonte
A differenza del Canton Ticino, nella Lombardia occidentale e nel Piemonte orientale, la documentazione archeologica è molto scarsa per quanto riguarda la fase iniziale del Bronzo Finale e, a partire dal Bronzo Recente, essa sembra diminuire fino a toccare un minimo nella fase Ascona II (XI secolo a.C.). Dal X secolo a.C., invece, la documentazione archeologica ritorna abbondante mentre scarseggia per il Canton Ticino. Non è facile stabilire se questa situazione sia dovuta ad un reale fenomeno demografico o se sia frutto di un incompleto record archeologico.
Quest'ultima fase del Bronzo Finale è ben documentata soprattutto alla Ca' Morta di Como e alla Malpensa: per questo motivo essa è denominata Protogolasecca III, tipo Ca' Morta/Malpensa. Altri rinvenimenti del periodo arrivano dalle necropoli nei dintorni di Como (via Gorio, Tintoria Comense, Moncucco, Cardano, Villa Nessi, Vergosa), Biassono (MB), Galliate (NO), Romentino (NO), Biandronno (VA), Ponte San Pietro (BG), Bissone Pavese (PV), Morano Po (AL) e dagli abitati di Badia Pavese (PV) e Vidolasco (CR). Alcune ceramiche, decorate a impressioni a cordicella, dell'abitato di Castel di Tegna (Canton Ticino) sembrano riferirsi a questa fase cronologica e a quella successiva del Golasecca IA (IX-VIII secolo a.C.).
 
La necropoli della Malpensa
Le tombe della Malpensa si dispongono lungo due terrazzi paleofluviali del Ticino tra il moderno aeroporto e il fiume, lungo una fascia che si sviluppa per circa 5 km dalla Belcora di Somma Lombardo a nord fino a Vizzola Ticino a sud. Si sono individuati una dozzina di nuclei di sepolture che, nel corso degli anni, hanno portato al recupero di circa quaranta tombe, anche se sappiamo che moltissime andarono distrutte nel corso di lavori agricoli ed edilizi a partire dall'inizio del Novecento, se non da prima. La zona con maggiore concentrazione di tombe è quella in località Case Nuove nel comune di Somma Lombardo, sul terrazzo superiore a quota 230m slm.
PG 06Alla Malpensa troviamo due tipologie di urne. La prima comprende fogge di forma biconica più o meno slanciata, a volte con leggera risega a metà altezza; la seconda tipologia presenta corpo biconico asimmetrico, di forma panciuta, con il cono superiore poco sviluppato e larga imboccatura. La decorazione, presente in entrambe le fogge, può essere realizzata a cordicella, a file di coppelle, a incisione, a solcature verticali, orizzontali o elicoidali (più raramente) lungo il diametro massimo. I motivi più frequenti sono quelli dei denti di lupo, anche contrapposti per il vertice, triangoli formati da fasci di linee, fasce a reticolo, linee spezzate, a zig-zag, a meandro, riquadri metopali campiti da una X. Si possono trovare anche linguette plastiche triangolari lungo la massima espansione del vaso.
Le tombe, sempre ad incinerazione con deposizione dell'urna in un pozzetto (similmente ad Ascona), hanno restituito pochi oggetti di corredo in bronzo, per la maggior parte fibule, oltre a qualche frammento di armille ed elementi di pendaglio. Le fibule, ad arco semplice decorato a tortiglione nella parte sopra la staffa, oppure ad arco leggermente ingrossato, sono il principale indicatore cronologico per le tombe della Malpensa e vanno a definire il periodo Protogolasecca III (X secolo a.C.); esse sono i tipi evoluti delle più antiche fibule ad arco semplice.
Al contrario di quanto succederà nei secoli successivi dove, con l'età del Ferro si verrà a formare il grande agglomerato protourbano di Sesto Calende-Golasecca-Castelletto Ticino all'uscita del Ticino dal Lago Maggiore, nel Bronzo Finale il popolamento è concentrato alcuni chilometri a sud, nella zona della Malpensa a cui si aggiungono i siti di Galliate e Romentino 15 km a meridione sulla sponda piemontese del Ticino. A Como, invece, già da quest'epoca il popolamento si concentra nella zona che darà vita al grande centro protourbano nella prima età del Ferro, come indicano le numerose necropoli del Bronzo Finale che, con la loro disposizione, delineano perfettamente il perimetro della zona che ospiterà il Comum oppidum.
 
La Ca' Morta e le altre necropoli comasche
PG 07Nell'area nei dintorni dell'abitato protostorico di Como sono stati rinvenuti diversi gruppi di tombe del periodo protogolasecca. Nella zona sud orientale, ad Albate tra il 1909 e il 1913 vennero scoperte alcune tombe nelle località Casotta e Roncaia, che hanno restituito urne biconoche e altri oggetti in bronzo ad oggi irreperibili. A sud dell'abitato protostorico, alla Ca' Morta, si sono portate alla luce diciassette tombe e due gruppi di materiali conservati senza distinzione di tomba provenienti da Grandate e dalla cava Manzoni. Sempre a sud dell'abitato, in località Salvadonica, sono venuti alla luce materiali del Bronzo Finale tra cui alcune urne cinerarie, fibule ad arco semplice e ad arco ingrossato. Nella zona della città moderna sono state rinvenute cinque tombe, una nel 1922 alla Tintoria Comense, di cui rimangono alcuni oggetti in bronzo (cuspide di lancia, anelli, fibule ad arco ingrossato) e, l'anno seguente, quattro da via Gorio di cui si conservano urne cinerarie, due fibule ad arco semplice e alcuni bronzi. Dalle colline ad oriente della città proviene una sola tomba in località Civiglio. I nuclei più consistenti di tombe del Bronzo Finale vengono però dalla zona nord occidentale (San Fermo e Vergosa) e da quella settentrionale, nella valle di Vico (località Villa Nessi, Moncucco, Cardano). Si tratta, per la maggior parte, di scoperte effettuate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento per i quali abbiamo poche e frammentarie notizie e dalle quali sono stati conservati solo pochi materiali.
In generale i ritrovamenti delle necropoli comasche mostrano strette affinità con quelli della Malpensa. Anche qui ritroviamo la prevalenza delle urne biconiche a corpo panciuto e larga imboccatura rispetto a quelle a profilo più slanciato, l'assenza della ciotola coperchio, la decorazione a cordicella con fasci di linee disposte a reticolo o a denti di lupo, le linguette triangolari lungo la massima espansione del vaso, un aspetto quest'ultimo assente a Morano Po. Alla Ca' Morta è maggiormente attestata la presenza di urne a scodella e di bicchieri accessori, un aspetto tipico dei successivi periodi Golasecca I e II, mentre alla Malpensa si riscontra una più esuberante e variata decorazione delle urne, tra cui possiamo indicare i motivi a linee spezzate e a meandro che sembrano avere collegamenti con i gruppi protovillanoviani della penisola. Malpensa e Ca' Morta sono perciò due facies affini del Protogolasecca che si differenziano per alcune particolarità locali.
 
Necropoli minori
Una serie di ritrovamenti del Bronzo Finale si concentra lungo l'asse del Ticino e del Lago Maggiore, già da quest'epoca percorso di collegamento tra Alpi e Pianura Padana che diverrà, nella successiva età del Ferro, uno dei percorsi preferenziali di transito delle merci da sud verso le genti celtiche d'oltralpe. A Cuggiono (MI), in località Galizia, nel 1939 fu scoperta una tomba ad incinerazione da cui furono recuperate un'urna biconica larga e bassa completa e i frammenti di un'altra; all'interno dell'urna vi era un frammento di coltello tipo Montegiorgio, spezzato in due. Le urne, per forma e decorazione, sono databili alla fase Ascona I e il ritrovamento di Cuggiono permette anche di collocare la tipologia di coltello nello stesso orizzonte cronologico. A Galliate, in località Costa Grande, quasi di fronte alla Galizia di Cuggiono, si rinvenne, insieme ad altre sepolture, una tomba di età protogolasecchiana di cui rimane l'urna biconica con lieve risega. La tomba è databile al PG III. A Romentino, in provincia di Novara, furono scoperte alcune tombe, di età romana, del Golasecca III e del Bronzo Finale; le armille di tipo Zerba rinvenute nelle urne permettono di datare queste tombe alla fase finale del PG II (fine XI secolo a.C.).
Nella zona di Varese si conoscono diversi siti che hanno restituito materiali del Bronzo Finale. A Luino, nel 1882, furono scoperte numerose tombe ad incinerazione, alcune pertinenti anche al Bronzo Finale, altre del Golasecca III e del periodo romano. Di tutto questo materiale attualmente è conservata, al Museo Archeologico di Milano, solo una cuspide di lancia in bronzo, la cui forma fiammata e la decorazione a semicerchi concentrici accostati a cerchietti concentrici separati da fasci di solchi, permette di inquadrare il reperto nel sfera della cultura dei Campi d'Urne e al periodo Hallstatt B1 (parte finale del PG II, iniziale del PG III). A Biandronno, lungo la riva occidentale del lago di Varese, nella seconda metà dell'Ottocento furono recuperati vari reperti tra cui uno spillone in bronzo databile al PG II antico, una spada a lama foliata e codolo pistilliforme del PG I, alcune tombe protogolasecchiane; i reperti indicano la presenza di un abitato e di una necropoli relativi al Bronzo Finale e alla prima età del Ferro. Da Malgesso provengono due rasoi in bronzo conservati al Museo di Como collocabili cronologicamente tra la fine del Bronzo Finale e l'inizio dell'età del Ferro.
A Paderno Dugnano, nel 1960, durante lavori agricoli si rinvenne un'urna biconica provvista di ciotola coperchio al cui interno erano le ceneri del defunto e uno spillone in bronzo contorto privo di capoccia. L'urna e la ciotola sono tipiche della fase Ascona I. Un'urna del tipo Ascona II è conservata al museo di Como con l'indicazione di essere stata scoperta a Tavordo, presso Porlezza, nel 1904. Sempre dal Comasco, dalla località di Esino Lario provengono alcune fibule ad arco semplice conservate al Museo di Como, senza ulteriori indicazioni sulla loro provenienza. Altri ritrovamenti sparsi provengono da Biassono (MI), in località Brughiera dei Morti e Bissone (PV), località Campo Boscone, i cui oggetti sono conservati nei musei di Milano e Varese
Nel Bergamasco dobbiamo segnalare il sito di Ponte San Pietro, località podere Fontanile dove, sulla riva destra del Brembo, nel 1875 furono scoperte diverse tombe del Bronzo Finale e della prima età del Ferro. Vennero conservati soltanto gli oggetti in bronzo: una ventina di fibule, alcuni torques, armille e anelli.
 
La necropoli di Morano Po
PG 08Scoperta alla fine degli anni Novanta in località Pobietto, la necropoli protogolasecchiana di Morano sul Po (AL) ha restituito circa 60 sepolture, alcuni pozzetti privi di resti ossei (forse cenotafi) e alcune fosse rituali con carboni, resti di pasti e frammenti di ceramica d'impasto. Posta in provincia di Alessandria, in una zona periferica dell'areale protogolasecchiano, la zona di Morano Po era collegata alle le colline torinesi attraverso il Po e alla Valle d'Aosta tramite la Dora Baltea; diversi percorsi di terra conducevano oltre le Alpi fino alla Svizzera occidentale. La necropoli mostra alcune caratteristiche peculiari nel rituale funerario come la presenza di recinti circolari o quadrangolari che circoscrivono il pozzetto della tomba (sconosciute ad Ascona e Ca' Morta e forse presenti alla Malpensa). Le sepolture, per la maggior parte a deposizione singola, erano riservate ai soli individui adulti e i pochi resti di infanti si rinvengono solo in deposizioni multiple insieme a quelli degli adulti. A Morano è possibile notare una chiara differenziazione delle tombe in gruppi distinti separati da zone libere da sepolture: nella zona occidentale tombe a pozzetto entro recinti circolari o quadrangolari che delimitavano un basso tumulo; pozzetti semplici nella parte centrale; un gruppo orientale formato da due soli recinti circolari.
Nella necropoli sono state riconosciute tre fasi cronologiche messe in relazione con la cronologia degli abitati perilacustri svizzeri. La fase Morano 1, corrispondente ad un momento avanzato del Protogolasecca tipo Ascona II (1050-1000 a.C.), ha restituito 5 tombe che mostrano aspetti di collegamento tra il Golasecca II tipo Ascona e il Golasecca III tipo Ca' Morta/Malpensa. Le urne biconiche sono alte e slanciate a spigolo vivo e tra i bronzi spiccano gli spilloni tipo Cles e lo spillone a capoccia molto grande e globosa tipo Morano. La fase Morano 2, relativa ad una fase iniziale del Protogolasecca III (1000-950 a.C.), è caratterizzata da urne biconiche a spalla più arrotondata, più larghe nella parte inferiore, decorazione incisa a solcature elicoidali o a falsa cordicella. Tra i bronzi troviamo gli spilloni tipo Fiavè, Cles e Fontanella mentre non sono state rinvenute fibule. Nella fase Morano 3 (fase avanzata del Protogolasecca III, 950-900 a.C.), le urne biconiche tendono sempre più ad avere il massimo diametro nella zona inferiore del vaso e si presenta una nuova decorazione a solcature elicoidali solo sotto la gola, un tipo presente anche nel Golasecca I A1 (cfr. tombe 31 e 289 della Ca' Morta). I bronzi comprendono fibule ad arco semplice ritorto e ad arco leggermente ingrossato, mentre nelle tombe maschili troviamo rare fibule serpeggianti e nuovi tipi di spilloni: a capoccia cilindrico-conica, a calotta, a capoccia biconica schiacciata. Le armi sono presenti solo in due tombe, entrambe collocabili nell'ultima fase, e testimoniano il primo emergere di una classe dirigente a connotazione guerriera: la tomba 51 con spada tipo Calliano e la tomba 22 dove una lancia è stata infissa nel terreno a fianco dell'urna cineraria.
La fase finale di Morano Po mostra diverse caratteristiche originali che si discostano abbastanza da quanto osservato alla Malpensa e alla Ca' Morta di Como. A Morano è sempre presente la ciotola-coperchio, mancante nelle altre due necropoli, i bicchieri accessori sono rari come alla Malpensa, mancano le presette triangolari e le urne a larga imboccatura, la decorazione è più semplice e standardizzata. La zona sarà abbandonata alla fine del Bronzo Finale e rimarrà relativamente spopolata fino al V secolo a.C., al contrario della zona di Como e della Malpensa che diventeranno aree di concentrazione per le popolazione golasecchiane durante tutta l'età del Ferro.
 
Gli abitati
In questo periodo la zona di maggiore concentrazione demografica si colloca nella fascia collinare subalpina ed è già possibile delineare i tre comprensori che caratterizzeranno la cultura di Golasecca durante l'età del Ferro: quello occidentale gravitante sull'asse del Ticino, quello orientale intorno a Como e uno settentrionale a nord del Monte Ceneri.
In generale gli abitati sono poco noti e non sufficientemente pubblicati. All'Isolino Virginia, sul Lago di Varese, sono stati recuperati numerosi frammenti ceramici decorati a cordicella attribuibili alla fase Ca' Morta/Malpensa (PG III). In provincia di Varese le indagini archeologiche hanno evidenziato resti di strutture abitative a Ispra e a Somma Lombardo in località Mezzana Superiore. Dalla zona dell'abitato protostorico di Como (località Leno, Prestino e Rondineto) provengono alcuni frammenti ceramici tipici del Protogolasecca III, ridepositati in strati più recenti, come discariche, pozzetti e depositi di riempimento delle canalette di scolo. La distribuzione rarefatta di queste ceramiche, così come i differenti gruppi di sepolture, fanno pensare alla presenza di piccoli nuclei insediativi che si sarebbero unificati in un secondo momento. L'abitato di Badia Pavese (PV) ha restituito una grande quantità di ceramica comune a cui si aggiunge un nucleo di bronzi costituito da tre palette in bronzo e venti armille, forse un ripostiglio. A Vidolasco (CR) è stato indagato un importante abitato che ha restituito ceramica protogolasecchiana del tipo Ca' Morta e forse anche più antica, oltre a numerosi oggetti in bronzo: una paletta rituale con manico a tortiglione, una pinzetta protovillanoviana, uno spillone a capoccia fusiforme.
 
Ulteriori testimonianze archeologiche: ripostigli e deposizioni rituali in fiumi e corsi d'acqua
Per completare il quadro dei rinvenimenti dobbiamo citare alcuni ripostigli e gli oggetti deposti in fiumi o specchi d'acqua, una delle pochissime testimonianze inerenti la sfera sacrale delle popolazioni protogolasecchiane.
PG 09Il ripostiglio di Cermenate (CO) fu scoperto nel 1891 in località Freghera ed è composto da diverse matrici in pietra per la fusione di oggetti in bronzo: lame di falcetto, lame di pugnale, asce ad alette, anelli, pendagli a cerchi concentrici, fibule, spilloni. Il ripostiglio più studiato, per ricchezza e originalità degli oggetti qui rinvenuti, è sicuramente quello scoperto alla Malpensa tra il 1977 e il 1978. Da esso provengono due asce e frammenti di una terza, due falci e il frammento di una terza, tre cuspidi di lancia e il frammento di una quarta, cinque lamine in bronzo pertinenti a tre schinieri decorati a sbalzo, sette frammenti di pani in bronzo, due frammenti di armilla, un frammento di tondino decorato a tortiglione e altre nove lamine in bronzo forse pertinenti ad un elmo a calotta composta di due parti. I materiali, alcuni del tutto eccezionali, costituiscono un complesso omogeneo dal punto di vista cronologico e permettono di datare il ripostiglio alla fase iniziale del Bronzo Finale (XII secolo a.C.).
Altri ritrovamenti di oggetti in bronzo sono attribuibili a deposizioni rituali di oggetti in specchi d'acqua o fiumi. A questa categoria appartengono i bronzi rinvenuti nella torbiera di Capriano-Renate (MB) i cui materiali sono conservati al Museo archeologico di Milano. Tra essi troviamo una fibula ad arco semplice decorato a tortiglione, uno spillone a capoccia biconica, un pendaglio a cerchi concentrici e quattro raggi (tipo Kossack 7), tre armille a capi aperti, un anello in filo di bronzo avvolto a spirale: in base alla fibula e al pendaglio il ripostiglio si data al Protogolasecca II (XI secolo a.C.). Da Bernate, località Prato Pagano, nei pressi di Como, proviene una spada in bronzo del tipo Rankweil databile all'XI-X secolo a.C. Il fatto che la spada sia stata rinvenuta perfettamente intatta, al contrario di quelle deposte nelle tombe che erano spezzate ritualmente, e che il luogo ospitava una piccola palude, sta ad indicare che essa è un oggetto rituale offerte alle divinità della acque. Dallo stesso luogo proviene anche un'ascia ad alette allungate come quelle del ripostiglio della Malpensa e della torbiera di Bosisio Parini.
 
Rapporti con altre aree culturali
Durante il Bronzo Finale l'area qui analizzata si apre a contatti e scambi con il mondo transalpino nord occidentale e con la penisola italiana, in particolare con la zona della futura Etruria. Questo evento preannuncia quello che sarà il ruolo di intermediaria dei commerci tra paesi a nord e a sud delle Alpi che svolgerà la cultura di Golasecca durante la prima età del Ferro. A confermare questi contatti sono sia i numerosi oggetti prodotti a nord delle Alpi che si rinvengono nell'areale protogolasecchiano, sia quelli prodotti in quest'area che si ritrovano nei siti palafitticoli transalpini e in diverse zone della nostra penisola.
Due spade in bronzo diffuse nell'Europa centro-occidentale provengono da Gattinara (VC) e da Bernate (CO): si tratta rispettivamente dei tipi Stockstad e Rankweill. A queste si aggiunge la cuspide di lancia da Luino, di cui abbiamo parlato più sopra, con una decorazione tipica dell'ambiente palafitticolo svizzero occidentale. Un vasetto biconico con risega rinvenuto a Biandronno presenta molte affinità con i cosiddetti Schulterbecher del gruppo culturale Reno-Svizzera-Francia orientale. Uno spillone tipo céphalaire, caratteristico delle palafitte svizzere durante la fase finale del X secolo a.C., è stato rinvenuto nella tomba 1/95 di Morano Po.
PG 10Tra gli oggetti che prendono la via opposta troviamo negli insediamenti palafitticoli svizzeri numerose fibule protogolasecchiane ad arco semplice e lievemente ingrossato. A Montlinger Berg (cantone San Gallo) sono venute alla luce due palette tipo Protogolasecca e molte perle d'ambra del tipo Allumiere. Perle di questo tipo sono diffuse su una vasta area geografica a testimoniare l'importanza degli scambi tra mondo mediterraneo e area transalpina. Le troviamo infatti all'Isolino di Varese, a Frattesina, a Bismantova nell'Appennino reggiano e ancora più a sud ad Allumiere località La Pozza (RM). Le armille in bronzo del tipo Zerba (a nastro massiccio di bronzo e sezione triangolare e decorazione incisa), si ritrovano all'interno dell'areale protogolasecchiano nei siti di Ascona, Como-Villa Nessi, Biandronno, Isolino Virginia, Romentino, Badia Pavese; tra questi solo la tomba 12 di Ascona permette una datazione puntuale all'inizio del X secolo a.C. (PG III iniziale). Queste armille testimoniano collegamenti con l'Appennino ligure-emiliano, la Versilia e la Toscana in quanto si ritrovano in numerosi ripostigli di queste zone geografiche. Gli schinieri della Malpensa del tipo a lacci e decorati a sbalzo, infine, si trovano in una vasta area geografica che va dal bacino carpatico, alla Croazia, a Desmontà di Veronella (VR) fino a Cannes-écluse presso Parigi. Uno schiniere di questo tipo è addirittura presente in una tomba della necropoli di Atene a testimoniare l'ampiezza di contatti che si sviluppa nel Bronzo Finale, soprattutto per quanto riguarda i materiali metallici di pregio ambiti dalle nuove classi sociali emergenti, contatti che dall'Egeo collegano l'Italia settentrionale, l'area medio-danubiana e il bacino carpatico.
 
Il passaggio alla prima età del Ferro
Con il passaggio al IX secolo a.C. continua il processo di differenziazione sociale all'interno della società che vede emergere un ceto aristocratico a carattere guerriero e si assiste ad un'apertura verso altre aree culturali, soprattutto Este e la Bologna villanoviana. Nelle tombe gli oggetti di corredo in bronzo si rinvengono più frequenti e più abbondanti e nella zona di Como troviamo quattro ricche tombe (tomba della spada di Moncucco, tomba della Vigna di Mezzo, tomba della Ca' Morta cava Ballerini, tomba del Carrettino) che testimoniano chiaramente queste novità. La zona occidentale sembra essere invece più chiusa in se stessa ma vede lo spostamento della popolazione verso il punto dove il Ticino fuoriesce dal Lago Maggiore: qui, fino al VI secolo a.C., si svilupperà un importante agglomerato protourbano. Nel complesso il popolamento si concentra ora nella fascia collinare subalpina probabilmente per fenomeni di carattere climatico che determinano, al passaggio dal sub-boreale al sub-atlantico, un aumento della piovosità e un abbassamento della temperatura, rendendo la pianura inabitabile per fenomeni di impaludamento, cambiamento dei corsi d'acqua e dissesto idrogeologico.
 
Andrea Burzì
 

Bibliografia di riferimento

Fornire una bibliografia esaustiva di tutti i siti archeologi e dei ritrovamenti indicati nell'articolo sarebbe un lavoro lunghissimo e forse anche disordinato e dispersivo. Si è deciso quindi di indicare solo i contributi più significati e di più ampio respiro nei quali poi reperire una bibliografia più specifica per i singoli casi.

  • AA.VV., Età del Ferro a Como: nuove scoperte alla Ca' Morta (Scavi 1975-1976), Catalogo della Mostra, a cura della Società Archeologica Comense, Como 1978.
  • AA.VV., Como tra Etruschi e Celti. La città preromana e il suo ruolo commerciale, Catalogo della mostra, a cura della Società Archeologica Comense, Como 1986.
  • L. Alpago Novello, M.A. Binaghi Leva, Scavo di fondi di capanne del Bronzo Finale a Somma Lombardo (VA), in Sibrium, XVI, 1982, pp. 218-224.
  • V. Bianco Peroni, Die Schwerter in Italien - Le spade nell'Italia continentale, in PBF IV, 1, Munchen 1970.
  • A.M. Bietti Sestrieri, L'Italia nell'età del Bronzo e del Ferro, Roma, 2010.
  • A. Crivelli, La necropoli di Ascona, in Sibrium I, 1954, pp.49-59, tavv. XXV-XXX.
  • R.C. de Marinis, Ritrovamenti dell'età del Bronzo Finale in Lombardia. Contributo alla suddivisione in periodi del Protogolasecca, in Sibrium. XI, 1971-1972, pp.53-98.
  • R.C. de Marinis, Appunti sul Bronzo Medio, Tardo e Finale in Lombardia, in Atti del 1° Convegno Archeologico Regionale, Brescia 1981, pp. 173-204 .
  • R.C. de Marinis, L’età del Bronzo: la metallurgia, in AA.VV. Archeologia in Lombardia, ed. Nuovo Banco Ambrosiano, Silvana Editoriale D’arte: Milano 1982, pp. 63-82, fig. 85.
  • R.C. de Marinis, Dall'età del Bronzo all'età del Ferro nella Lombardia orientale, in Gli Etruschi a nord del Po, Mantova, I, 1986, pp. 21-39.
  • R.C. de Marinis, Liguri e Celto-Liguri, in Italia. Omnium terrarum alumna, Collana Antica Madre, a. c. di G. Pugliese Caratelli, pp. 157-259, Milano 1988.
  • R.C. de Marinis, Il Bronzo Recente e Finale nelle vicende del Basso Verbano e della Protostoria lombarda, in Museo Civico di Sesto Calende. La raccolta archeologica e il territorio, a cura di M.A. Binaghi e M. Squarzanti, Gallarate 2000, pp. 34-40.
  • R.C. de Marinis, Il Bronzo Finale nel Canton Ticino, in AA. VV., I Leponti tra mito e realtà. Raccolta di saggi in occasione della mostra, a. c. di R.C. de Marinis, S. Biaggio Simona, Locarno 2000, vol. I, pp. 123-146.
  • R.C. de Marinis, La protostoria nel territorio di Varese: dall'inizio dell'età dei metalli al periodo della romanizzazione, in Alle origini di Varese e del suo territorio, a cura di R. C. De Marinis, S. Massa, M. Pizzo, Roma, 2009, pp. 11-30
  • R.C. de Marinis, Il ripostiglio della Malpensa (Somma Lombardo, VA), in Alle origini di Varese e del suo territorio, a cura di R.C. de Marinis, S. Massa, M. Pizzo, Roma 2009, pp. 146-154.
  • R.C. de Marinis, S. Casini, M. Rapi,L'abitato protostorico dei dintorni di Como, in La Protostoria in Lombardia, Atti del 3° Convegno archeologico regionale, Como Villa Olmo 22-24 ottobre 1999, Como 2001, pp. 97-140.
  • R.C. de Marinis, F.M. Gambari, La cultura di Golasecca dal X agli inizi del VII secolo a.C.: cronologia relativa e correlazioni con altre aree culturali, in Oriente e Occidente: metodi e discipline a confronto. Riflessioni sulla cronologia dell’età del Ferro italiana, Atti dell’Incontro di Studio, Roma 30-31 ottobre 2003, a c. di G. Bartoloni e F. Delpino, Pisa-Roma, 2005, pp. 197-225.
  • R.C. de Marinis, D. Premoli Silva, Revisione di vecchi scavi nella necropoli della Ca' Morta, RAComo, fasc. 150-151, 1968-69, pp. 99-200.
  • B. Grassi, R. Melia Pariani, Aspetti dell'ideologia funeraria nell'età del Bronzo Finale in contesti inediti della Malpensa (Somma Lombardo), in Alleorigini di Varese e del suo territorio, a cura di R. C. De Marinis, S. Massa, M. Pizzo, Roma, 2009, pp. 497 ss.
  • S. Martinelli, Le attività artigianali: la metallurgia, in Como fra Etruschi e Celti, la città preromana e il suo ruolo commerciale, Como 1986, pp. 93-98.
  • N. Negroni Catacchio, M.L. Nava, M. Chiaravalle, Il Bronzo finale nell’Italia nord-occidentale, in Il Bronzo finale in Italia 1979, pp. 47-116.
  • R. Peroni, L'Italia alle soglie della storia, Roma-Bari, 1996.
  • R. Poggiani Keller, Le culture dell'età del Bronzo , in Archeologia in Lombardia, Milano, 1982
  • Regazzoni I., Di una spada di bronzo di Bernate, in RAComo, fasc. 28, 1885, pp. 7-16
  • F. Rittatore, La civiltà del ferro in Lombardia, Piemonte e Liguria, in Popoli e Civiltà dell'Italia antica, V, 1975, Roma, pp. 223-327.
  • F. Rittatore, La necropoli preromana della Ca' Morta (scavi 1955-1965), Como 1966.
  • F. Roncoroni, Matrici di fusione protostoriche nel Comasco, in La pierre en milieu alpin 2007, pp. 403-408.
  • M. Venturino Gambari (a cura di), In riva al fiume Eridano: una necropoli dell'età del bronzo finale a Morano sul Po, Alessandria 1999.
  • M. Venturino Gambari (a cura di), Navigando lungo l'Eridano: la necropoli protogolasecchiana di Morano sul Po, Casale Monferrato 2006.
  • Credits immagini 
    01. Tipica tomba ad incinerazione del Bronzo Finale composta urna cineraria biconica, ciotola-coperchio e oggetti d'ornamento in bronzo - fonte 
    02. Carta delle culture archeologiche in Italia tra Bronzo Finale e prima età del Ferro.
    03. Cuspide di lancia con innesto a cannone, lama a bordi rettilinei, larghezza massima verso la base. Spezzata ritualmente in due parti. Ca' Morta tomba 292, Museo Civico Archeologico di Como - fonte 
    04. Evoluzione nella tipologie delle fibule durante le tre suddivisioni cronologiche del Protogolasecca.
    05. Urne e bronzi provenienti dalla necropoli di Ascona: tomba 11 (sopra) del periodo PG I e tomba 14 (sotto) del periodo PG II ; da de Marinis 2000.
    06. Malpensa, tomba 8, settore D: urna biconica con linguette plastiche e bronzi; da Grassi-Melia Pariani 2009.
    07. Ca' Morta, tombe 149 e 168: urne biconiche e fibula ad arco lievemente ingrossato; da Rittatore 1966.
    08. Morano Po, tomba 6/95: urna e spillone tipo Morano; da Venturino Gambari 1999.
    09. Il ripostiglio della Malpensa - fonte 
    10.La spada di Bernate, località Prato Pagano - fonte
Visite agli articoli
64185

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

La presente Cookie Policy è relativa al sito http://www.shemsuhor.it/ (“Sito”) gestito e operato dalla società Seele Design, con sede in Via Tommaso Grossi, 24 – 20012 Cuggiono (MI)

Al fine di rendere i propri servizi il più possibile efficienti e semplici da utilizzare questo Sito fa uso di cookies. Pertanto, quando si visita il Sito, viene inserita una quantità minima di informazioni nel dispositivo dell’Utente, come piccoli file di testo chiamati “cookie”, che vengono salvati nella directory del browser Web dell’Utente.

Esistono diversi tipi di cookie, ma sostanzialmente lo scopo principale di un cookie è quello di far funzionare più efficacemente il Sito e di abilitarne determinate funzionalità.
I cookie sono utilizzati per migliorare la navigazione globale dell’Utente. In particolare:

  • Consentono di navigare in modo efficiente da una pagina all’altra del sito Web.
  • Memorizzano il nome utente e le preferenze inserite.
  • Consentono di evitare di inserire le stesse informazioni (come nome utente e password) più volte durante la visita.
  • Misurano l’utilizzo dei servizi da parte degli Utenti, per ottimizzare l’esperienza di navigazione e i servizi stessi.
  • Presentano informazioni pubblicitarie mirate in funzione degli interessi e del comportamento manifestato dall’Utente durante la navigazione.

Come sono utilizzati da parte di http://www.shemsuhor.it/

Esistono diverse tipologie di cookies. Alcuni sono necessari per poter navigare sul Sito, altri hanno scopi diversi come garantire la sicurezza interna, amministrare il sistema, effettuare analisi statistiche, comprendere quali sono le sezioni del Sito che interessano maggiormente gli utenti o offrire una visita personalizzata del Sito.

Il Sito utilizza cookies tecnici e non di profilazione. Quanto precede si riferisce sia al computer dell’utente sia ad ogni altro dispositivo che l'utente può utilizzare per connettersi al Sito.

Cookies tecnici

I cookies tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio.

Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web.

Possono essere suddivisi in cookies di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookies analytics, assimilati ai cookies tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookies di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.


La disabilitazione dei cookies potrebbe limitare la possibilità di usare il Sito e impedire di beneficiare in pieno delle funzionalità e dei servizi presenti sul Sito. Per decidere quali accettare e quali rifiutare, è illustrata di seguito una descrizione dei cookies utilizzati sul Sito.

Tipologie di cookies utilizzati

Cookies di prima parte:
I cookies di prima parte (ovvero i cookies che appartengono al sito dell’editore che li ha creati) sono impostati dal sito web visitato dall'utente, il cui indirizzo compare nella finestra URL. L'utilizzo di tali cookies ci permette di far funzionare il sito in modo efficiente e di tracciare i modelli di comportamento dei visitatori.

Cookies di terzi:
I cookies di terzi sono impostati da un dominio differente da quello visitato dall'utente. Se un utente visita un sito e una società diversa invia l'informazione sfruttando quel sito, si è in presenza di cookies di terze parti.

Cookies di sessione:
I c.d. ‘cookies di sessione’ sono memorizzati temporaneamente e vengono cancellati quando l’utente chiude il browser. Se l’utente si registra al Sito, può utilizzare cookies che raccolgono dati personali al fine di identificare l’utente in occasione di visite successive e di facilitare l'accesso - login al Sito (per esempio conservando username e password dell’utente) e la navigazione sullo stesso. Inoltre Yoga Meditazione Benessere utilizza i cookies per finalità di amministrazione del sistema. Il Sito potrebbe contenere link ad altri siti di cui non ha alcun accesso o controllo su cookies, web bacon e altre tecnologie di tracciamento usate sui siti di terzi cui l’utente può accedere dal Sito, sulla disponibilità, su qualsiasi contenuto e materiale che è pubblicato o ottenuto attraverso tali siti e sulle relative modalità di trattamento dei dati personali; Yoga Meditazione Benessere a questo proposito, considerata la mole di tali siti terzi, declina espressamente ogni relativa responsabilità. L’utente dovrebbe verificare la privacy policy dei siti di terzi cui accede dal Sito per conoscere le condizioni applicabili al trattamento dei dati personali poiché la Privacy Policy di Yoga Meditazione Benessere si applica solo al Sito come sopra definito.

Cookies persistenti:
I cookies persistenti sono memorizzati sul dispositivo degli utenti tra le sessioni del browser, consentendo di ricordare le preferenze o le azioni dell'utente in un sito. Possono essere utilizzati per diversi scopi, ad esempio per ricordare le preferenze e le scelte quando si utilizza il Sito.


Cookies essenziali: 
Questi cookies sono strettamente necessari per il funzionamento del Sito. Senza l'uso di tali cookies alcune parti del Sito non funzionerebbero. Comprendono, ad esempio, i cookies che consentono di accedere in aree protette del Sito. Questi cookies non raccolgono informazioni per scopi di marketing e non possono essere disattivati.

Cookies funzionali:
Questi cookies servono a riconoscere un utente che torna a visitare il Sito. Permettono di personalizzare i contenuti e ricordate le preferenze (ad esempio, la lingua selezionata o la regione). Questi cookies non raccolgono informazioni che possono identificare l'utente. Tutte le informazioni raccolte sono anonime.

Cookies di condivisone sui Social Network:

Questi cookies facilitano la condivisione dei contenuti del sito attraverso social network quali Facebook e Twitter Google+. Per prendere visione delle rispettive privacy e cookies policies è possibile visitare i siti web dei social networks. Nel caso di Facebook e Twitter, l'utente può visitarehttps://www.facebook.com/help/cookieshttps://twitter.com/privacy e http://www.google.it/intl/it/policies/


Nello specifico, si riporta di seguito la lista dei principali cookies utilizzati sul Sito e relative descrizioni e funzionalità, compresa la durata temporale.

Nome Cookie Tipologia Descrizione/scopo
TinyMCE_jform_articletext_size Sessione Sessione
000993c111d5b120f01fe0e230798eef Sessione Ha la finalità di velocizzare la navigazione del sito
db0bf62bfcd5067e1683a41e9ae5b066 Sessione Ha la finalità di velocizzare la navigazione del sito
919e85b9fc715554d83ef975838afc6a Sessione Cookie di sessione del CMS
d8e52b77c08da9211c6e34237521c843 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_content-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_content-sliders-203 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_panel-sliders Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_menu-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliders- Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliders-203 Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_permissions-sliderscom Sessione Cookie di sessione del CMS
jpanesliders_position-icon Sessione Cookie di sessione del CMS
wf_visualblocks_state Sessione Cookie di sessione del CMS
fmalertcookies Permanente per 30 gg. Cookie per memorizzare l'accettazione dei cookie
__utma Persistente – 2 anni Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmb Persistente durata 30 minuti Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmz Persistente durata 6 mesi Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmt_ga Persistente - usato per distinguere gli utenti Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics
__utmc Persistente durata 1 anno Necessario al servizio di terze parti Google Webmaster e Analytics

Cookie di Google Maps 

Il sito fa uso del servizio Google Maps. I cookie di Google Maps sono identificati come:

Nome cookie Tipologia Descrizione / Scopo
APISID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
GMAIL_RTT sessione Cookie correlato a servizi di Google (come Google Maps)
GoogleAccountsLocale_session sessione Cookie che consente la visualizzazione di funzionalità di Google maps
HSID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
NID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
PREF persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
SAPISID persistente Memorizza le preferenze e le informazioni dell’utente ogni volta che visita pagine web contenenti mappe geografiche di Google Maps
SID persistente Ricorda le preferenze di settaggio dell'utente (per esempio livello di zoom impostato)
SSID persistente Ricorda le preferenze di settaggio dell'utente (per esempio livello di zoom impostato)

Cookies di terze parti

Facebbok 

datr – persistente

fr – persistente

lu – persistente

wd – sessione

reg_fb_gate – sessione

reg_fb_ref – sessione

reg_ext_ref – sessione

Doubleclick.net (Servizio di Google)

id

_drt_

Cookie di profilazione

Sono quei cookie necessari a creare profili utenti al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente all’interno delle pagine del Sito.

Questo sito web non utilizza cookie di profilazione propri.

Come modificare le impostazioni sui cookies
La maggior parte dei browser accetta automaticamente i cookies, ma l’utente normalmente può modificare le impostazioni per disabilitare tale funzione. E' possibile bloccare tutte le tipologie di cookies, oppure accettare di riceverne soltanto alcuni e disabilitarne altri. La sezione "Opzioni" o "Preferenze" nel menu del browser permettono di evitare di ricevere cookies e altre tecnologie di tracciamento utente, e come ottenere notifica dal browser dell’attivazione di queste tecnologie. In alternativa, è anche possibile consultare la sezione “Aiuto” della barra degli strumenti presente nella maggior parte dei browser.


E' anche possibile selezionare il browser che utilizzato dalla lista di seguito e seguire le istruzioni: - Internet Explorer; - Chrome; - Safari; - Firefox; - Opera. Da dispositivo mobile: - Android; - Safari; - Windows Phone; - Blackberry.

Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio offerto da Yoga Meditazione Benessere.

Questa pagina è visibile, mediante link in calce in tutte le pagine del Sito ai sensi dell’art. 122 secondo comma del D.lgs. 196/2003 e a seguito delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.126 del 3 giugno 2014 e relativo registro dei provvedimenti n.229 dell’8 maggio 2014.

Copyright © 2013. © Tutti i diritti riservati. © E' vietata la riproduzione di testi ed immagini, anche fotografiche, senza preventiva autorizzazione scritta. Per immagini o foto prese da internet sarà sempre indicata la fonte. Qualora gli autori o i detentori dei diritti fossero contrari alla pubblicazione potranno contattarmi e provvederò immediatamente a rimuoverle. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore.  Rights Reserved.